Sicurezza_su_Internet

Allarme da Strasburgo: la frammentazione della rete cancellerà Internet?


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La fine di Internet come lo abbiamo conosciuto fino ad ora? Da Strasburgo un preoccupato allarme dopo che i buoi sono fuggiti dalla stalla

Strasburgo. Se la vicenda sollevata da Edward Snowden riguardo le infiltrazioni spionistiche dell’NSA nelle comunicazioni telefoniche, e non solo, ai danni di ministri e capi di Stato internazionali (compresi quelli alleati) ha scoperchiato un vaso di Pandora che in fondo non ha destato più di tanta meraviglia nell’opinione pubblica, ora dal Commissario per i Diritti Umani di Strasburgo, Nils Muinzinieks, giunge un nuovo allarme che ha lo stesso effetto della scoperta dell’acqua calda: Internet e il mondo digitale potrebbero indebolire o anche distruggere i nostri diritti fondamentali. Quanto agli Stati Uniti, se non cambieranno il modo di agire sul web, la ‘grande Rete’, così come la conosciamo oggi, rischia di scomparire”.
Il rapporto di 120 pagine dal titolo “Dati Pericolosi” fa parte dello studio “Lo stato di diritto su Internet e nel mondo digitale” anche se già in data 28/01/2014 la stessa Corte di Strasburgo aveva pubblicato un documento intitolato “Handbook on European data protection law” (seguendo il link la versione originale) che in buona sostanza non è che l’anticipazione di quanto affermato da Nils Muinzinieks in questo ultimo rapporto.
“Più le persone usano internet e il mondo digitale per comunicare, informarsi, divertirsi o altro – ci ricorda Muiznieks – più diventa difficile garantire il loro anonimato e la loro privacy. Più dati lasciamo nel mondo digitale più diventa facile individuarci”
Può darsi che il Commissario per i Diritti Umani di Strasburgo sia appena venuto a conoscenza del capolavoro di Orson Welles e che abbia intuito l’esistenza di un Grande Fratello, ma questa “inquietante” rivelazione sui rischi ai quali la nostra pricacy è soggetta quotidianamente sembra giungere con almeno qualche decennio di ritardo.
Una cosa però gli va riconosciuta: questa volta il rapporto su “Lo stato di diritto su Internet e nel mondo digitale” punta direttamente il dito sugli Stati Uniti ritenendoli responsabili di una sorta di monopolio globale invitandoli ad applicare e rispettare la Convenzione sulla protezione dei dati personali proposta dal Consiglio Europeo. Come chiedere a un leone di mangiare vegano: al massimo mangerà UN vegano!
Ma leggiamo alcune parole del Commissario Muinzinieks: “Se gli Stati Uniti non cambieranno il loro modo di agire su internet e nel sistema globale di comunicazione, la grande rete, come la conosciamo oggi, rischia di scomparire. Secondo il rapporto, dopo le rivelazioni di Edward Snowden e lo scandalo della Nsa, ci sono timori che gli altri Stati possano rispondere alla sorveglianza di massa statunitense frammentando la rete -avvertendo che- Paesi e regioni insisteranno affinché i loro dati transitino solo su infrastrutture locali”
Analisi davvero acuta e interessante per chi fosse nato ieri visto che già la Russia ha un piano nazionale che potrebbe prevedere un reale distacco dalla rete internet mondiale a favore di una interna e che i tentativi, spasso riusciti, anche se in parte, di esercitare una forma di censura sulla rete siano già stati messi in atto in svariate occasioni.
Infine il Commissario della Corte Europea di Strasburgo conclude con una vera perla di saggezza quando esorta Washington a conformarsi agli standard internazionali dei diritti umani e di dotarsi di regole trasparenti sul fronte dell’intelligence: “L’assenza di un chiaro quadro legale che governi le azioni dei servizi segreti e delle agenzie per la sicurezza nazionale – termina nel rapporto – è un’ ulteriore minaccia per il rispetto dello stato di diritto sulla rete”.
Questo alla viglia di un altro rapporto che verrà pubblicato domani negli Stati Uniti e che già preoccupa le autorità per eventuali disordini e proteste: il rapporto della CIA sulle torture inflitte sui prigionieri catturati dagli americani dalla Guerra del Golfo fino ad oggi

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