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Sicurezza in Italia, com’è strutturata? Può rivelarsi un’arma nelle mani del potere?

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I recenti fatti di Parigi, l’individuazione di cellule dormienti e il problema “foreign fighters” riaprono l’attenzione sulla sicurezza. Come siamo organizzati in Italia?

La strage di Charlie Hebdò, gli ebrei uccisi nel supermercato kosher, l’individuazione delle cosiddette cellule dormienti, il problema dei foreign fighters e, ultima in ordine cronologico, l’espulsione dello studente turco dal nostro territorio riportano l’attenzione sul problema della sicurezza nazionale, in Italia come siamo organizzati? Quali sono le strutture che dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) proteggerci da eventuali attentati e, soprattutto, quali potrebbero essere le conseguenze da un punto di vista sociale e politico del rafforzamento di questa rete di sicurezza?
L’organismo a cui fa capo l’intero sistema di sicurezza nazionale è il Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica CISR così suddiviso:
– Presidente del Consiglio dei Ministri
– Autorità delegata
– Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR)
– Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS)
– Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE)
– Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI)

Presidente del Consiglio dei Ministri

a lui è affidata la direzione della politica dell’informazione per la sicurezza e in tale ruolo:
– provvede al coordinamento delle politiche dell’informazione e della sicurezza
– impartisce le direttive e le disposizioni per l’organizzazione e il funzionamento del sistema         previa consultazione con il Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica            (CISR)
– ha il compito di tutelare le attività degli operativi dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza          Esterna (AISE) e dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI)
– può delegare i direttori di AISE e AISI e fare richiesta alle Autorità Giudiziarie di                   autorizzazioni speciali per svolgere specifiche attività di raccolta di informazioni
– impartisce al Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), all’AISE e                   all’AISI le direttive per tutelare e rafforzare le attività di informazione delle infrastrutture           critiche con particolare riguardo alla sicurezza cibernetica nazionale (previa consultazione         col CISR
– ha facoltà di apporre la conferma dell’opposizione del segreto di Stato
– nomina o revoca i direttori del Dis, dell’AISE e dell’AISI
– determina l’ammontare annuo delle risorse economiche del DIS, dell’AISE e dell’AISI

Autorità Delegata

svolge funzioni che non sono attribuite in forma esclusiva al Presidente del Consiglio. Tale incarico
può essere ricoperto da un sottosegretario di Stato o da un ministro senza portafoglio che non può esercitare ulteriori funzioni di governo. L’Autorità Delegata ha il dovere di tenere costantemente aggiornato il Presidente del Consiglio e fa parte del CISR e presiede il collegio di vertice composto dai direttori del DIS, dell’AISE e dell’AISI

Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR)

è il comitato di consulenza, proposta e delibera sugli indirizzi e finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezza, stabilisce la ripartizione delle risorse finanziarie di DIS, AISE e AISI e indica il fabbisogno informativo necessario ai ministri per svolgere le attività di governo. Il CISR è composto da:

  • Presidente del Consiglio dei Ministri
  • Autorità Delegata
  • Ministro degli Affari Esteri
  • Ministro dell’Interno
  • Ministro della Difesa
  • Ministro della Giustizia
  • Ministro dell’Economia e delle Finanze
  • Ministro dello Sviluppo Economico

Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS)

è l’organismo di cui si avvalgono il Presidente del Consiglio e l’Autorità Delegata per coordinare la programmazione della ricerca formativa, nell’analisi e nelle attività operative dell’AISE e dell’AISI. A seguito dell’approvazione della legge 133/2012 il DIS ha visto rafforzare il proprio ruolo rispetto l’analisi strategica di intelligence sulla gestione delle risorse umane e materiali. Particolare attenzione del DIS è rivolta alle infrastrutture critiche dello spazio cibernetico. In sintesi il DIS:

  • coordina tutta l’attività di informazione connessa alla sicurezza e ne verifica i risultati
  • funge da tramite tra le attività dell’AISE e dell’AISI e il Presidente del Consiglio tenendolo aggiornato sulle informative prodotte da questi
  • raccoglie informazioni, analisi e rapporti da AISE, AISI e altre amministrazioni dello Stato o enti di ricerca
  • promuove lo scambio informativo tra i servizi di informazione, polizia, carabinieri e guardia di finanza 
  • elabora analisi strategiche da sottoporre al CISR o ai singoli ministri
  • esercita il controllo sulle attività dell’AISE e dell’AISI attraverso l’Ufficio Centrale Ispettivo
  • vigila sulla corretta applicazione delle direttive emanate da Presidente del Consiglio in  relazione al segreto di Stato o alla documentazione classificata
  • gestisce le forniture, impartisce obiettivi, elabora il piano di acquisizione delle risorse umane, materiali e strumentali di DIS, AISE e AISI
  • cura le attività di promozione della cultura della sicurezza

All’interno del DIS operano quattro uffici distinti:
Ufficio Centrale Ispettivo (UCI)
Ufficio Centrale per gli Archivi (UCA)
Ufficio Centrale per la Segretezza (UCSe)
Scuola di formazione per il personale

Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE)

ha il compito di ricercare ed elaborare tutte quelle informazioni utili alla difesa dell’indipendenza, dell’integrità e della sicurezza della Repubblica dalle minacce provenienti dall’estero. L’AISE risponde al Presidente del Consiglio e informa contestualmente il Ministro della Difesa, il Ministro degli Affari Esteri e il Ministro dell’Interno per le materie di loro competenza

Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI)

compito dell’AISI è quello di ricercare le informazioni utili per difendere la sicurezza interna delle Repubblica e le istituzioni democratiche da qualunque minaccia, attività eversiva, criminale o terroristica. L’AISI risponde al Presidente del Consiglio e, nel caso, al Ministro dell’Interno, al Ministro degli Affari Esteri e al Ministro per la Difesa

 

Come si vede da questo schema quindi, sembrerebbe che l’Italia sia più o meno allineata ai comuni standard di sicurezza nazionale, è del tutto normale, ma come conciliare la sicurezza con il diritto alla privacy? La richiesta di libertà individuale e la necessità di protezione sono due fatti che collidono e difficilmente si potrà trovare una soluzione che soddisfi entrambe, sarà normale accettare il fatto che le nostre conversazioni vengano intercettate, che internet venga “filtrato” ulteriormente, che le nostre immagini vengano catalogate e conservate dalle telecamere di sorveglianza, ma tutto questo, se da una parte serve a proteggerci da un eventuale nemico, ci rende al tempo stesso vulnerabili nella nostra intimità quotidiana dando come assunto che siamo tutti dei potenziali terroristi fino a prova contraria. Probabilmente verrà favorita la delazione come strumento necessario a scovare presunti covi di cospiratori, aumenterà il clima di sospetto e di conseguenza il nostro isolamento individuale e sociale e la cosa diventa ancora più drammatica se si considera che questa guerra ideologico-religiosa è, forse, solo agli inizi e che probabilmente durerà a lungo, ma è anche evidente che più gli apparati di sicurezza saranno influenti nelle nostre vite, più potere verrà accentrato nelle mani di chi li gestisce e, come abbiamo visto nello schema, al vertice della piramide c’è un Presidente del Consiglio, di qualunque estrazione politica sia, che gestisce e dirige tutta l’organizzazione. In definitiva siamo presi tra due fuochi: da una parte il rischio di essere vittime di un attentato, dall’altra la certezza di dover rinunciare a una grossa parte della nostra libertà come in uno dei peggiori incubi orwelliani e il dubbio di finire ancora una volta nella trappola della dittatura nel nome della Ragion di Stato non sembra affatto surreale

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