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Se la merda avesse valore i poveri nascerebbero senza culo: falso!


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Frase simbolo degli anni’80 “Se la merda avesse valore i poveri nascerebbero senza culo” eppure Carminati & Co hanno dimostrato il contrario

Se la merda avesse valore i poveri nascerebbero senza culo. Volgare nella sua crudezza questa frase è rimasta uno degli slogan più popolari e romantici della contestazione giovanile a cavallo degli anni ’80. il significato è evidente e non necessita di ulteriori spiegazioni ed è diventata talmente cara al pubblico da essere ripresa anche dal regista americano Walter Hill nel celebre film “Ancora 24 ore” (1982) con Eddie Murphy e Nick Nolte, ma volendo ricorrere ad una citazione “più colta” della frase possiamo ricordare Gaetano Sofri quando afferma in un’intervista a Repubblica il 9 novembre del 2012: “Abbiamo imparato che i poveri vanno in rovina mentre gli Stati o le banche fanno default. Non è solo una riverenza lessicale, come ammonisce la sentenza: “Se la merda avesse valore, i poveri nascerebbero senza il culo”. E’ un altro affare. Che il fallimento delle banche o dei paesi costi carissimo a chi è già con l’acqua alla gola l’abbiamo capito: è un ricatto, i ricatti funzionano”.


Eppure questa frase, alla luce dei fatti attuali resta solo per quella che è: una citazione ad effetto perché la merda un valore ce l’ha eccome e il culo dei poveri serve ad arricchire mafiosi, politici e portaborse senza scrupoli uniti sotto un’unica bandiera: il denaro ed è la bandiera che sventola sulla “Terra di mezzo” l’impero costruito sotto gli occhi di tutti da Massimo Carminati.
Eppure la storia ci avrebbe dovuto insegnare qualcosa: “Pecunia non olet” ricorda Svetonio quando ci racconta della protesta di Tito nei confronti del padre Vespasiano quando impose una tassa sull’urina, la “centesima rèrum venàlium” (una curiosità: cercando questa key-phrase su internet i primi risultati sono in lingua inglese e spagnola, segno probabile di una voluta rimozione dal bagaglio culturale nazionale: troppo imbarazzante forse).
Ora, con quella ben nota ipocrisia bipartisan che accomuna la nostra politica (e non solo, anche i cosiddetti intellettuali hanno le loro responsabilità nonché una larga parte dei giornalisti-portaborse dell’informazione di sistema) ci si accorge di quella “merda”, di quel “valore” prodotto a-gratis e che è fonte di grandi ricchezze. Ben vengano le deiezioni degli extracomunitari allora, dei rom, degli sfrattati perché, comunque vada, avranno sempre bisogno di andare di corpo e qualcuno, che può permettersi il lusso di girare in Ferrari ed avere una bella casa, in quella merda ha trovato la fortuna, proprio come Vespasiano con un’unica differenza: questa volta i proventi non vanno all’erario, ma direttamente nelle tasche dei mafiosi e dei loro collusi.
Ma la merda non è solo quella sostanza maleodorante che produciamo tutti, senza distinzione di casta, di razza o di religione, in generale è la “pollution”, la macchia, l’inquinamento, le discariche abusive che hanno portato alla luce il dramma della “Terra dei fuochi”, la probabile discarica per le scorie radioattive che si teme vogliano realizzare in Sardegna (e già, tanto è un’isola piuttosto lontana dalle coste continentali, cosa c’è di meglio?).
Se mai doveste avere bisogno di un servizio di auto spurgo provate a dire al conducente del mezzo: “Se la merda avesse valore i poveri nascerebbero senza culo”…se vi vorrà bene si limiterà a farvi una risata in faccia, ma vorrà i suoi soldi

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