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Sblocca Italia, dopo Greenpeace no anche da un gruppo di docenti universitari


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Dopo la protesta di Greenpeace contro il decreto sblocca Italia anche il mondo universitario dice la sua e boccia il progetto di Renzi

Lo scorso 14 ottobre, nelle acque di Licata (Agrigento), l’associazione ambientalista di Greenpeace ha dato vita a una protesta contro il decreto sblocca Italia emanato dal governo Renzi. Contestualmente al pacifico arrembaggio della Piattaforma Prezioso Eni Mediterranea Idrocarburi gli attivisti avevano fatto pervenire a Renzi e ai ministri Gian Luca Galletti (Ambiente) e Federica Guidi (Sviluppo Economico) un fax nel quale spiegavano che il progetto presentava diverse lacune riguardanti le valutazioni sull’impatto ambientale definendolo decreto  “sblocca trivelle” e proponendo una raccolta di firme per far sentire l’opposizione dei cittadini contrari.
Ora anche un gruppo di ricercatori e docenti dell’Università e dei Centri di Ricerca di Bologna, guidato dal chimico Vincenzo Balzani, ha scritto a Renzi una lettera aperta in cui critica severamente la strategia energetica nazionale stabilita dal decreto sblocca Italia.
La lettera, pubblicata sul sito Energia per l’Italia, anche in questo caso è accompagnata da un appello in cui tutti sono chiamati ad esprimersi su “Una Strategia energetica integrata basata su sobrietà, efficienza energetica e sviluppo delle energie rinnovabili”
I sottoscrittori della lettera recapitata a Renzi fanno notare che il problema dell’energia deve essere considerato sotto almeno cinque prospettive diverse : scientifico, sociale, economico, ambientale e culturale, sottolineando che le risorse dei combustibili fossili sono quasi all’esaurimento e che le attuali condizioni climatiche sono state già abbastanza compromesse dall’uso che se n’è fatto fino ad ora e che, al contrario, proprio puntando l’attenzione sulle energie rinnovabili e sulle tecnologie ad esse connesse l’Italia potrebbe trarre notevoli vantaggi sia in termini economi che in termini occupazionali senza intaccare uno degli aspetti più delicati del nostro patrimonio: l’ambiente e di conseguenza il turismo.
Una curiosità: la pagina di Greenpeace dove si può firmare la petizione per fermare le trivelle si intitola con l’hashtag #NonFossilizziamoci: due frecciatine a Renzi, la prima sta proprio nell’hashtag (tanto caro al nostro “rapidissimo” premier; la seconda è il “NonFossilizziamoci” con evidente ironia al “rottamatore” per eccellenza

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