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Omicidio Nemtsov, scivolone di Putin o coincidenza provvidenziale?

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Perché Putin avrebbe dovuto volere la morte di Nemtsov? Un calcolo sbagliato o una provvidenziale “coincidenza”?

L’omicidio di Boris Nemtsov (27 febbraio 2015) ha dato modo alla grande parte dei media occidentali di alimentare quella campagna denigratoria nei confronti di Vladimir Putin, campagna che va avanti da quando la Crimea è entrata a far parte della confederazione russa con tutte le conseguenze di cui siamo al corrente. Oggi gli stessi media hanno mostrato le manifestazioni di solidarietà nei confronti della vittima facendo scorrere nei telegiornali le immagini di migliaia di persone che sfidavano il Cremlino. Sarà, ma per avere un’idea più chiara della situazione, per tentare di capire come stanno realmente le cose e soprattutto per capire come mai Putin che, indipendentemente da come la si pensi, ha sempre dimostrato una grande abilità politica, abbia potuto commissionare (queste sono le insinuazioni che circolano) l’assassinio di un esponente politico avversario, bisognerebbe vedere come la stampa “oltre cortina” commenta la vicenda.
Innanzitutto vediamo chi è Boris Nemtsov e quale rischio effettivo avrebbe potuto rappresentare per il governo Putin. Secondo La Voce della Russia (ora Sputniknews)Boris Nemtsov ebbe l’incarico di vicepremier della Federazione russa poco dopo il crollo dell’Urss, dal 1997 al ’98, quando il presidente era ancora Boris Eltsin, era certamente un leader d’opposizione, leader di un partito liberale -ma, continua il quotidiano- attenzione però (…) come la racconteranno la maggior parte dei media occidentali ingigantendo la sua figura, Nemtsov può apparire come un gigante del mondo politico russo, con un buon consenso e con un partito importante in mano, può sembrare addirittura una minaccia politica per il presidente Vladimir Putin. In realtà non è affatto così, andando a vedere i numeri legati al consenso di Nemtsov, rappresentava un partito sotto lo sbarramento del 5% che da 11 anni non riesce ad entrare alla Duma”
Più articolate le dichiarazioni che si possono leggere sulla Pravda: che richiama in causa l’omicidio di Alberto Nisman, avvenuto all’interno di un centro ebraico a Buenos Aires, dietro al quale si vuole vedere la mano della presidentessa argentina Cristina Kirchner:Cristina Kirchner ha potuto ottenere qualche vantaggio da questo omicidio? -si legge sul quotidiano- Nisman era solo fastidioso perché era il fiduciario del governo americano nelle indagini dei tragici eventi che si sono verificati molti anni prima che la Kirchner salisse al potere, non solo -si legge ancora- la posizione della presidentessa, a causa delle manifestazioni di piazza, alimentate dai media sovvenzionati dalla CIA, ne è risultata notevolmente compromessa”
Ricordiamo a tale proposito, anche per cercare un filo di continuità nei fatti, che la Kirchner è stata la prima ad accusare una multinazionale americana di terrorismo finanziario, altra strana coincidenza. Ma continuiamo con la Pravda: “Quindi continuiamo con la nostra domanda: chi beneficerebbe dell’omicidio Nemtsov? Abbiamo già visto che questo omicidio potrebbe danneggiare il Presidente Putin e il suo lavoro fatto per il bene della Russia. D’altra parte, le persone che sono nelle tenebre, e rappresentano un vero e proprio governo degli Stati Uniti (solo uno di loro, per esempio, David Rockefeller, ha, ovviamente, più potenza, la totalità del potere esecutivo, legislativo e giudiziario del governo degli Stati Uniti). Questi banchieri, generali e fantasmi possiedono chiaramente il mondo. Per loro, la Russia è la stessa che per Cartagine era Roma. La Russia sotto Putin agisce con decisione e coraggio, ma moderatamente nel mondo degli affari e ha di recente arrestato l’asservimento della Siria e la trasformazione della Crimea in una base militare americana”.
Un ultima considerazione: in molti hanno evidenziato il fatto che l’omicidio di Nemtsov sia avvenuto proprio nei pressi del Cremlino, sul ponte Bolshoi Moskvoretki, dove per ovvie ragioni il grado di sorveglianza è ai massimi livelli e dove, nonostante tutto, era il funzione una sola camera di sorveglianza. Perché allora i sicari avrebbero dovuto agire proprio in quel luogo che adesso appare simbolico? Una provocazione, un scelta priva di strategia tecnica? Se è per questo anche i giardini della Casa Bianca hanno dovuto subire l’intrusione di qualche esaltato e sicuramente non sono sorvegliati meno del Cremlino, ma per ora non sono solo che congetture, aspettiamo i prossimi sviluppi politici e vediamo quale sarà la risposta di Putin

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