Io-non-sono-Charlie

Io non sono Charlie e nemmeno Cherif o Said o Amedy, sono Francesco


Io-non-sono-Charlie

Sto con Charlie, ma non sono Charlie, solo la differenza ci rende simili

Io non sono Charlie e nemmeno Cherif o Said o Amedy, sono Francesco, fedele alla mia identità, ma se Charlie è il nome della Libertà gli sono accanto e proprio nel nome di quella libertà voglio rimanere me stesso per non farmi risucchiare nel vortice dell’omologazione che genera squadrismo e fanatismo.

Io non sono Charlie e se Charlie è il nome della satira devo conoscere me stesso per sorridere dei miei difetti.

Io non sono Charlie e nemmeno Cherif o Said o Amedy, ma con loro ho in comune una cosa: la diversità, la consapevolezza dell’unicità.

C’è ancora sangue caldo sulle strade di Parigi, c’è ancora lo stupore per quello stupro inaspettato delle nostre sicurezze, noi, le guerre, le vedevamo in televisione tra una pubblicità e un’altra facendo zapping tra una scena di morte e una marca di caffè eppure, ora, quegli sciagurati ci hanno sbattuto in faccia una realtà talmente ovvia che ancora non riusciamo a concepirla: siamo vulnerabili come tutti gli altri e di questa vulnerabilità già qualcuno ne approfitta e non è solo il fanatico armato di Corano e di kalashnikov, dobbiamo temere anche della politica e del fanatismo all’incontrario: cosa c’è di meglio in mano ad un politico che una strage di innocenti per impugnare il bastone della repressione? L’occasione è ghiotta: porre dei nuovi limiti su internet, rafforzare le no-fly list, stringere i controlli alle frontiere, militarizzare le città. É l’importanza strategica di avere un nemico sulla quale consolidare i consensi elettorali e sono già pronti, lancia in resta, a mandare altre persone a combattere per una Guerra Santa.

Chissà cosa ne pensa Charlie, se anche lui andrà a combattere a colpi di matita o di mitraglia, chissà cosa ci sarà di satirico nell’immediato sul quale disegnare dissacranti vignette, ma una cosa è certa: se Sparta piange Atene non ride e ci accorgiamo di essere ancora in un Medioevo culturale fatto di povere cose, di vessilli senza significato, di vuote parole di gloria, di antichi odii mai risolti e nel 3° millennio ancora prigionieri delle religioni.

No, io non sono Charlie, ma sono al suo fianco, non mi schiero e non partecipo a questa guerra di vuote ideologie, voglio qualcosa di più

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