Gli_USA_sfidano_Russia_e_ Cina

Gli USA sfidano Russia e Cina, ma le conseguenze le pagherà l’Europa

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foto: Neoingegneria.com

Se l’Europa non adotterà una politica estera intelligente rischierà di pagare le conseguenze della sfida USA a Cina e Russia

É una guerra che si basa sulla propaganda, per ora, ma le conseguenze potrebbero essere devastanti: gli USA stanno sfidando apertamente Russia e Cina, ma il probabile teatro di un conflitto potrebbe essere l’Europa e questo dimostra l’inconsistenza della politica estera della UE. Che la destabilizzazione che ha condotto l’Ucraina all’attuale situazione sia stata orchestrata dalla CIA non è più un mistero per nessuno, ma gli Stati Uniti, sostenuti dall’appoggio di Bruxelles, continuano la loro politica sanzionatoria minacciando addirittura di inasprirla, nel caso Mosca non rispetti gli accordi di Minsk e contemporaneamente fa trapelare l’ipotesi di un rafforzamento della propria presenza militare nell’Europa orientale per intervenire tempestivamente in caso di minacce da parte della Russia. Non solo, secondo l’ultima Defense Strategic Guidance del 2012, gli Stati Uniti hanno rafforzato le proprie difese anche nell’area del Pacifico, ritenendo la Cina come una minaccia alla propria egemonia strategico-militare (fonte Limes).

Eppure, la stampa occidentale continua nel dipingere Putin come uno statista isolato ignorando volutamente che l’America non è più il centro polare della geopolitica mondiale, quando invece siamo in una fase che tende sempre di più al bipolarismo. Quale vantaggio trarrebbe l’Europa nel favorire una posizione filo-americana anziché filo-russa? Anzi, perché non dovrebbe pensare ad una propria politica estera che la ponga alla pari delle due super potenze? Le avvisaglie di un possibile conflitto ci sono tutte: il riarmo russo, le minacce nord coreane, l’intensificarsi delle esercitazioni militari nell’area baltica e, non ultima, la crisi mediorientale che si concentra tra Siria e Libia.

Noi però, preferiamo dividerci sulla questione delle quote migranti e sul trattato di Schengen, dando dimostrazione di non essere capaci nemmeno di gestire una politica interna, a livello di Comunità Europea.

Eppure i numeri ci sarebbero, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista strategico-militare. Impedire, come Unione Europea, che gli USA facciano sul nostro territorio la parte dei padroni decidendo quasi unilateralmente quali strategie militari mettere in atto, favorirebbe sicuramente un approccio più cauto tra Russia e Stati Uniti, ma questi, soprattutto con il pretesto della crisi ucraina, fanno di tutto per presentarci l’ex Unione Sovietica come una minaccia, cosa che in effetti non sembra essere, almeno allo stato attuale delle cose. Anzi, in realtà Putin sta muovendo le sue pedine in una direzione molto più diplomatica di quanto non si voglia far credere se è vero che si è offerto di aiutare la Grecia ed ha proposto all’Italia di “affacciarsi” al BRICS

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