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Gli USA e la guerra all’Isis: 9 milioni di dollari al giorno. Un business di tutto rispetto

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foto: poker.gioconews.it

Il Pentagono ha reso note le spese che gli USA sostengono per la guerra all’Isis: 9 milioni di dollari al giorno. Un bel business, non c’è che dire

Alcuni giornali di oggi riportano i dati forniti dal Pentagono sulla somma che sborsano gli Stati Uniti per combattere la guerra contro l’Isis: 9 milioni di dollari al giorno che diventano 2,7 miliardi se si comincia a contarli dall’inizio delle ostilità. Dati asettici che indurrebbero a pensare che gli USA compiono un sacrificio economico per difendere il mondo dal Califfato islamico, ma, come sempre, è solo una questione di interpretazione: dove vanno a finire quei milioni di dollari se non nel circuito economico degli stessi Stati Uniti? Sempre fonti del Pentagono ci offrono un dettaglio delle spese: 1,8 miliardi (circa un terzo del totale) sono destinati all’Air Force, 274 milioni per l’esercito e 200 sono finiti per sostenere le operazioni di intelligence, inoltre, la Camera dei Rappresentanti USA ha approvato un budget di altri 579 miliardi di dollari respingendo un emendamento che chiedeva di impedire ulteriori spese fino a quando il Congresso non avesse approvato una nuova risoluzione al ricorso alla forza contro l’Isis.

Se da una parte queste spese gravano direttamente sulla popolazione americana va comunque considerato che quei dollari finiscono nelle tasche di qualcuno: la potente industria bellica che fornisce gli armamenti, i petrolieri che li alimentano con i carburanti fino a finire alle sartorie specializzate che producono le divise. Come considerare allora queste spese che gli USA dichiarano di sostenere? Un vantaggio o uno svantaggio? Come al solito uno svantaggio per molti, comprese le vittime civili di questa ennesima guerra, ed un vantaggio per pochi che si arricchiscono enormemente con questo ignobile business. Solo un’ultima osservazione: l’amministrazione USA, nel suo puntuale rendiconto, non ci ha fatto sapere a quanto ammontano le spese per la diplomazia, segno evidente che l’idea di una soluzione pacifica del conflitto non è nelle priorità di Washington, ma finché continueremo a pensare che l’unica soluzione consista esclusivamente nello sterminio del nemico le guerre continueranno ad essere il condimento quotidiano di questa civiltà alla deriva

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