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Fuga dalla Libia, l’Italia pronta a guidare una coalizione contro il Califfato


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Pinotti: “Italia pronta a guidare una coalizione contro il Califfato” intanto i primi 100 connazionali lasciano la Libia per questioni di sicurezza

Sono iniziate le operazioni di rimpatrio dalla Libia di un centinaio di connazionali, è quanto si apprende stamattina dall’agenzia ANSA. A supporto delle stesse operazioni anche un’unità della Marina Militare e un velivolo a controllo remoto dell’Aeronautica classe Predator col compito di sorvegliare l’area. “Non si tratta di un’evacuazione dalla Libia -si affretta a precisare la Farnesina- ma è in corso una delle preannunciate operazioni di alleggerimento dei connazionali presenti nel Paese” come dal warning diffuso sul sito Viaggiare Sicuri del 01/02/2015 e tuttora valido.
Fatto sta che le recenti affermazioni del ministro degli Esteri Gentiloni: “Se non si trova una mediazione in Libia, l’Italia è pronta a combattere in un quadro di legalità internazionale” e l’immediata risposta dell’Isis diffusa attraverso l’emittente radiofonica del Califfato, “al Bayan” che lo ha definito “il ministro degli Esteri dell’Italia crociata”, la situazione sembra lasciare pochi spazi al temporeggiamento.
A rendere la situazione ancora più preoccupante sono le affermazioni del ministro della Difesa Roberta Pinotti: “L’Italia è pronta a guidare in Libia una coalizione di paesi dell’area, europei e dell’Africa del Nord, per fermare l’avanzata del Califfato che è arrivato a 350 chilometri dalle nostre coste. Se in Afghanistan abbiamo mandato fino a 5mila uomini, in un paese come la Libia che ci riguarda molto più da vicino e in cui il rischio di deterioramento è molto più preoccupante per l’Italia, la nostra missione può essere significativa e impegnativa, anche numericamente -e aggiunge- in Libia, eliminato il tappo Gheddafi, le tensioni sottostanti sono esplose”
E già, è proprio la frettolosa deposizione del “tappo Gheddafi”, fortemente voluta dall’allora presidente francese Nicolas Sarkozy, dal governo britannico ed appoggiata da quello italiano che ha scoperchiato il vaso di Pandora e adesso ci troviamo nella pericolosa possibilità di entrare in guerra con quegli jiadhisti equipaggiati di tutto punto con le armi che avevamo fornite al Colonnello.
Paradossalmente, adesso, le stesse rotte dell’immigrazione che hanno visto sbarcare in Italia migliaia di profughi in fuga dalle guerre mediorientali, sono battute dagli stessi italiani che seguono la stessa direzione non come soccorritori, ma come profughi anch’essi in fuga da una situazione che hanno contribuire a sostenere. Come in una legge del contrappasso, da colonizzatori ora temiamo di essere colonizzati

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