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Carta di Credito, pagamento elettronico e controllo sociale, una minaccia silenziosa


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Il limite tra controllo sociale e contrasto all’evasione fiscale passa attraverso la Carta di Credito, ma non c’è da stare molto allegri

Il 24 gennaio 2014 è stato approvato il Decreto (Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2014) che definisce le applicazioni dei pagamenti mediante Carte di Credito e pagamenti elettronici.
Per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale è stato detto e fino al 30 giugno del 2014 l’obbligo prevedeva l’applicazione limitata a:
1. tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro
2. alle attività commerciali o professionali che abbiano un fatturato, relativamente all’anno precedente, superiore a 200mila euro
Lo stesso Decreto, Art. 3 paragrafo 1 (Disposizioni finali ed entrata in vigore) specifica: “Con successivo Decreto, da emanarsi entro 90 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, possono essere individuate nuove soglie e nuovi limiti di fatturato rispetto a quelli individuati ai sensi dell’articolo 2 del presente decreto” (eh si, proprio con tutte queste ripetizioni).
Facendo una ricerca all’interno del sito del Ministero dello Sviluppo Economico però, sembra che tutto sia rimasto congelato alla prima stesura e stesso dicasi per quanto riguarda il Ministero dell’Economia e della Finanza.
Meglio così, per adesso, riforme, emergenze, fratture politiche ed altri aspetti tecnici più urgenti hanno fatto sì che le cose rimanessero ferme alla data della prima pubblicazione, ma l’amo è stato gettato e forse le sorprese arriveranno in seguito e senza ulteriori preavvisi, ma vediamo cosa potrebbe accadere se il governo dovesse decidere di “perfezionare” la norma che regola l’uso di Carte di Credito e dei pagamenti elettronici:
con la scusa della tracciabilità ai fini di combattere l’evasione fiscale si vuole, in sostanza, rendere il denaro un’entità virtuale e tracciabile sotto ogni aspetto, dall’acquisto di un paio di calze a quello di un’automobile di lusso, ma di fatto, attraverso l’analisi di una Carta di Credito, sarebbe possibile tracciare il percorso di una persona fin nei minimi dettagli: quanta benzina ha messo nel serbatoio e dove, in quale negozio ha effettuato l’acquisto successivo (e quindi di quanto si è spostato), quanto spende per mangiare e quanto spende per i vizi personali. Al cospetto la tracciatura tramite GPS è roba da ragazzi, basta spegnere il cellulare e togliere la batteria, ma se non possiamo disporre di contanti la Carta di Credito diventa come il diario di bordo delle nostre giornate.
Ma la cosa diventa ancora più subdola ed invasiva se consideriamo altri aspetti che potrebbero sembrare marginali: la paghetta ai nostri figli la verseremo sul loro Conto Corrente? E se volessimo fare un gesto caritatevole a favore di un bisognoso, questi dovrebbe avere il POS per incassare? Non parliamo di eventuali amanti segreti per non infrangere un tabù, ma è evidente che tutte le classi emarginate di questo Paese, e sono sicuramente molto più numerose dei grandi evasori che non si fermeranno certo con la tracciabilità della Carta di Credito, a queste classi emarginate quale istituto bancario sarebbe disposto a concederne una , anche se prepagata, considerando che il suo movimento di denaro non le renderà alcun profitto? Un bel bacino di disperati dove strozzini e malavita potrebbero attingere a piene mani. E ancora: Carte di Credito e pagamenti elettronici avvengono tutti per via telematica, ma ancora, nonostante Internet sia il cuore pulsante di tutte le principali attività (vedi ospedali, uffici amministrativi, scuole e università e chi più ne ha più ne metta), non esiste ancora una legge che contempli il malfunzionamento di una linea come “interruzione di pubblico servizio” quindi se il POS dell’autogrill sull’autostrada non funziona cosa dovremmo fare? Cedere l’orologio in cambio o fare l’autostop?
La cosa più agghiacciante comunque, è il fatto che il nostro denaro virtuale è nella più completa disposizione delle banche che potrebbero bloccarlo in qualsiasi momento con le scuse più disparate: contenziosi con enti pubblici, errori di contabilità, ingiunzioni di Equitalia, multe non pagate etc, un perfetto sistema di controllo sociale. Per ora il Decreto è valido e in vigore nella maniera apparentemente meno deleteria, ma c’è e il fatto che sia stato approvato, per ora al governo è sufficiente, ma aspettiamoci di tutto, siamo in Italia

 

 

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